La Val Bormida da sempre è stata una zona di transito tra la riviera di ponente e la pianura padana: l'importanza di questo territorio è testimoniata dai numerosi castelli presenti nel territorio che ci ricordano il tempo in cui queste terre erano feudo della famiglia Del Carretto.

Fu l'imperatore Federico Barbarossa a concedere a Enrico il Guercio, capostipite della famiglia Del Carretto, la facoltà di costruire castelli sui propri domini, licenza espressa nel diploma imperiale di investitura del 10 giugno 1162: da quel giorno i Marchesi Del Carretto difesero e amministrarono i loro possedimenti grazie a queste fortificazioni costruite presso punti strategici come i castelli di Bardineto, Calizzano, Millesimo, e Cairo sorti a difesa dei borghi o come quelli di Carretto, Osiglia, Carcare e edificati lungo le principali vie di comunicazione per riscuotere i pedaggi.

Dopo che, nel 1602, la Spagna si assicurò il controllo del Marchesato del Finale i castelli della Val Bormida mantennero la loro importanza soprattutto come presidio delle vie di comunicazione, fondamentali per i collegamenti tra i suoi domini italiani. 

Nel XVI e XVII secolo questi antichi manieri furono utilizzate durante le numerose guerre che sconvolsero la Val Bormida: in molti casi furono distrutti durante gli assedi o diroccati per privare il nemico di un valido presidio; oggi alcuni di questi castelli sono ancora visitabili altri sono ridotti a ruderi ma possono essere ugualmente meta di interessanti escursioni alla ricerca di queste silenziose testimonianze del passato.