Chiesa di San Lorenzo

Chiesa di Nostra Signora del Rosario

 

Insieme a Bardineto costituiva la linea difensiva per eventuali attacchi provenienti dalla costa, il Colle del Melogno, distante circa 10 km da Calizzano, costituisce ancor'oggi l'unico valico che collega la Val Bormida con Finale Borgo, antica capitale della Marca carrettesca.

Nel 1142 Calizzano passò a Enrico il Guercio, capostipite dei Del Carretto e rimase possedimento della famiglia fino al 1602 quando la Spagna si impadronì del Marchesato di Finale. 

Il castello fu costruito nel XIII secolo su una preesistente fortificazione del X secolo in posizione dominante sul borgo ed è citato in un atto ufficiale del 1268, stipulato tra i tre figli di Giacomo Del Carretto, morto tre anni prima, che sancì la suddivisione dei possedimenti paterni.

Possenti mura, munite di torri collegavano il castello e il borgo e assicuravano la difesa delle case: di questa struttura difensiva sono rimaste alcune tracce al di sotto del castello, sebbene inglobate in edifici di epoca più recente, e la base di una delle torri trasformata nel campanile della chiesa di San Lorenzo.

Durante la  guerra del Finale (1447-1452) tra i Del Carretto e l'acerrima nemica Genova, Marco Del Carretto, Signore di Calizzano, tradì il marchese Galeotto Del Carretto aiutando i suoi nemici: la reazione di Galeotto e i suoi alleati francesi fu durissima e costrinse Marco e i suoi cugini a fuggire ad Osiglia mentre Calizzano veniva saccheggiata e il castello distrutto.

Come altri castelli della Val Bormida, l'antica fortezza di Calizzano, sebbene già in stato decadente, fu coinvolto nel corso delle battaglie napoleoniche aspramente combattute tra l'esercito francese e quello austro-piemontese.

E' giunta ai giorni nostri parte del recinto e la scuderia trasformata nel XVII secolo nell'oratorio di San Giovanni Battista: questi silenziosi ruderi nascosti nella boscaglia insieme ai resti della torre di Aleramo, a Caragna, che vigila l'itinerario verso il passo dei Giovetti, e l'altra torre medioevale su una collina in località Giaire, ricordano il sistema di fortificazione architettato dai Del Carretto a difesa del loro feudo